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8 marzo 2009Teatro Camploy, Verona
prima nazionale di

Voci bulgare
spettacolo di musiche, ricordi, parole e immagini dalla Bulgaria degli anni ‘60 - ‘80

Un paese lontano.

Per lingua, abitudini, usanze.

Il Paese delle rose, della maggioranza bulgara, dello yogurt con i cetrioli, delle misteriose voci bulgare.

Un paese diviso tra (il vicino) Oriente e (il lontano) Occidente.

La Bulgaria.


Vi porteremo in quelle terre attraverso i ricordi e le emozioni di una persona sopravvissuta al socialismo.

Un racconto intimo: di vecchi amici, di manifestazioni in piazza e camicette bianche inamidate.


Ma niente è perso.

Sono rimasti i ricordi e le voci a risuonare nel cuore. Le voci delle amiche, della nonna, della madre, delle vicine di casa.

Voci bulgare.

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con Evelina Pershorova e Fanfara Ziganka

scritto e diretto da Evelina Pershorova

collaborazione alla regia: Daria Anfelli

audio: Thomas Simoncini

disegno luci: Francesco Suppi

 


 

IL MIO LETTO E’ UNA NAVE

Spettacolo liberamente ispirato alla favola d'amore:
"IL RACCONTO DELL'ISOLA SCONOSCIUTA", di Josè Saramago (premio Nobel per la Letteratura 1998)
e alla poesia di R.L.Stevenson
foto Un uomo chiede al Re una barca per trovare un'isola sconosciuta. Ma marinai che lo accompagnino non ce ne sono, perché nessuno crede che esistano ancora isole non segnate sulle carte, e poi a tutti bastano quelle.

Una donna stufa di lavare e sgobbare per il Re decide di seguirlo e così si incontrano al porto. La barca li aspetta ma il loro sarà un viaggio diverso da quello previsto perché senza equipaggio una barca non va lontano.

Lontano però andranno lo stesso perché ciò che si vede alla luce del giorno non è uguale a ciò che si vede di notte, e i due protagonisti scoprono la rotta di un viaggio davvero unico: imparano a guardare non solo con gli occhi, ma con il cuore.

Lo spettacolo si struttura come una favola, con personaggi reali e presenze effimere e attinge alla tradizione poetica del clown quale timbro del lavoro degli attori. I protagonisti si trovano in molte situazioni ambigue e fantastiche, con un’innocenza che li fa andare dritti per la loro strada. La loro interezza rende comico il mondo e niente di ciò che parrebbe normale è davvero ciò che sembra.

L'incontro, con se stessi e con l'altro, è quanto di meglio possa capitare nella vita: in questa storia personaggi, elementi della natura e cose concorrono direttamente alla vicenda dei due protagonisti, facendo e disfacendo, oscurando e illuminando, sussurrando e minacciando per suggerire loro le mosse. Sulla scena quindi giocano un ruolo più attori di quelli in carne ed ossa, alcuni visibili e altri invisibili ai più.

Lo spazio scenico è semplice, pochi oggetti significativi, un bosco mobile di teli, come vele, o come pareti trasparenti insieme a luci e colori inventano atmosfere e paesaggi .

La musica insegue i personaggi nelle loro storie, ed è uno di quegli elementi che dialogano con loro e li sorprendono come un colpo di vento alle spalle.

José Saramago, il maggior scrittore portoghese contemporaneo, nelle sue opere ha raccontato di re e assedi, di rivoluzioni e conquiste, di conventi e paesi, di guerre e amori con una prosa straordinaria e una forza narrativa non comune. Nel 1998 ha ricevuto il premio Nobel per la Letteratura.

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Storia d'amore raccontata in chiave poetica, ironica e divertente come è il racconto di Saramago, presa come spunto per toccare il tema della differenza, del maschile e femminile e del gioco dei ruoli, del buio e della luce, del viaggio geografico e interiore alla scoperta dell’altro da sé.

con: Daria Anfelli, Evelina Pershorova

Realizzazione scenografica: Raffaella Dolci, Raffaello Zoccatelli

Consulenza artistica: Lech Raczak.

Regia: Daria Anfelli

rassegna stampa

i Veleni di Cagliostro

"Ognuno di voi può darmi il suo veleno,io li berrò tutti.
A condizione che vorrete, che avrete il coraggio di provare
quello che io preparerò per voi"

 

E’ il titolo più adeguato per lo spettacolo, non solo per via della dichiarazione di apertura dell’eroe della storia, che usava proporre ai suoi nemici duelli a base di veleni, ma per il fatto che intendiamo -; per mezzo del teatro - instillare " veleno nelle vostre anime", come si diceva ai tempi di Cagliostro. Perciò con assoluta serietà mescoliamo concezioni filosofiche e blasfemia, anacronismi e volgarità, buchi nel tempo e moltiplicazioni dello spazio, e altro ancora, con la speranza di riuscire -; almeno per poco -; ad "avvelenarvi" con l’arte del Teatro.

Con il titolo "CAGLIOSTRO" lo spettacolo è stato realizzato la prima volta dagli stessi autori nel 1998 a Catania per la produzione della Cooperativa Arca e della Fondazione Orestiadi di Gibellina, dove è stato presentato in prima assoluta al Festival di quell’anno. E’ stato poi, fra l’altro, presentato al Festival Internazionale di Teatro "MALTA" a Poznan in Polonia, Sztuka Ulicy a Varsavia, "Il Filo di Arianna" a Belluno, Festival di Teatro Urbano a Roma, Muestra International de Tarrega in Spagna.
Ora gli autori hanno rinnovato il lavoro per la produzione del Teatro Aenigma di Urbino con la collaborazione del Teatro Oplà di Verona. Firmano la nuova versione gli stessi autori:

Regia Lech Raczak
Aiuto regia Daria anfelli
Progetto scenografico e costumi Piotr Tetlak, Ewa Zakrewska
Drammaturgia e sceneggiatura Daria Anfelli, Lech Raczak
Nel ruolo protagonista Rosario Minardi

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SCHEDA TECNICA

Spazio: aperto, dimensioni 20 x 30 m ,
oppure
spazio chiuso di uguali dimensioni altezza min 7 m
pavimentazione liscia
con pubblico in piedi o con sedie
carico elettrico:20 Kw, 32 A
scena : 13 praticabili o moduli 2 x 1m
accesso: diretto sul luogo per carico e scarico
presa d’acqua nelle immediate vicinanze
camerini: almeno una stanza grande adiacente
lo spazio
persone: 11 fra attori e tecnici

NOTE DI REGIA

Il racconto nasce nel fondo sottomarino, per poi alzarsi in volo e seguire la piccola Sirenetta tramutata in angelo. La descrizione del fondo marino dei giorni nostri non sarà una semplice ambientazione, ma avrà anche lo scopo di far riflettere sulla responsabilità dell’uomo nel trattare la natura e nel nostro caso l’Oceano - il grande grembo materno nel quale è nata la vita. Lo spettacolo si propone di offrire gli stimoli necessari a coloro che si avvicinano al movimento corporeo come strumento di espressione teatrale.Protagonista dello spettacolo è la coppia Cagliostro -; Serafina, che agì in tutt’Europa dal Mediterraneo all’Inghilterra, da Pietroburgo alla Spagna. La coppia, artefice di innumerevoli eventi straordinari e di altrettanti scandali e fughe, conobbe momenti di vero trionfo presso le principali corti europee e presso il semplice popolo di diverse nazioni. Ma pagò anche con la persecuzione e il carcere la propria avventura.

Ovunque si mostrassero il conte e la contessa di Cagliostro, dimostrarono, in pieno secolo dei Lumi, come l’umanità avesse bisogno di fede e meraviglie almeno quanto di scienza e sapere, di misteri quanto di risposte e spiegazioni, di libere associazioni più che di eserciti nazionali, di partite a scacchi con il destino più che di certezze della fine.

E sollevarono un polverone di sapore magico esoterico che turbò a tal punto il nascente ordine razionalista e scientifico e l’antico ordine religioso da scatenare una vera caccia all’uomo conclusasi con un processo di Inquisizione e la condanna alla prigione a vita.

Benchè l’analisi storica del fenomeno Cagliostro sia di grandissimo interesse lo spettacolo non si propone di indagare la verità storica delle vicende. La Verità con la sua ineffabile materia è l’ oggetto stesso della messa in scena. Una Verità che, come il Teatro stesso, adopera ogni sorta di finzioni e maschere per apparire, a chi vuole vedere, in una prospettiva libera da pregiudizi e facili spiegazioni.

Verità che non può essere conosciuta direttamente, ma ha bisogno del gioco, delle illusioni, dello scambio, della ridondanza e anche della menzogna, per dirsi. Forse come in quegli ologrammi su carta che, a uno sguardo superficiale, non mostrano altro che un insensato aggregato di punti, ma a chi sa guardare rivelano un’immagine tridimensionale in rilievo della quale i punti sono i misteriosi mattoni. E lo sguardo è l’unico strumento capace di rivelarne forma e senso.

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Chi era CAGLIOSTRO ?

Ciarlatano. Mago. Prestigiatore. Esorcista. Medico. Chiaroveggente. Sacerdote. Mistico. Millantatore. Imbroglione.
Compiva miracoli. Guariva malattie incurabili. organizzava imbrogli. Amava la ricchezza. Agiva per generosità corteggiava i potenti. Convertiva cardinali e re. Stupiva il popolo. Prediceva il futuro.
Tutto si è detto di Cagliostro e Serafina, ma molti misteri circondano la vita della coppia: intrighi politici, vendette trasversali, sostituzioni di persona, finti fachiri e sosia prezzolati, omicidi illustri, patrimoni dilapidati, regni perduti.
Tutto negli anni della Rivoluzione Francese, anni di fuoco per le dinastie reali e pontificie e per i potenti europei.
Cagliostro -; figura ambigua e teatrale in bilico tra Vero e Falso,
reale e virtuale, grandioso e infimo, spirituale e profano,
figura moderna di giocoliere del sapere, abile a comporre scienza e superstizione, religiosità e spregiudicatezza, libertà e ossequio.

Il contesto

Un mondo in travolgente rivoluzione, in cui coesistono poteri antichi e pensiero moderno, credenze pagane, dogmi ferrei, fedi libertarie.

Lo spettacolo

Un grande giocoliere, capace di dare corpo alle proprie visioni e alle invenzioni del proprio spirito, da una parte.
Un mondo terribilmente permeabile alle minacce dell’ignoto e spaventato da quel "nuovo" che si andava annunciando e che travolgeva istituzioni e certezze del sapere e del potere, dall’altra
Questa è la traccia che lo spettacolo segue per mettere in comunicazione la storia del Conte siciliano con la nostra sensibilità attuale.
Lo spettacolo dunque si sottrae al compito di illustrare una storia morta. Vorrebbe invece cercare analogie, assonanze, coincidenze che nutrono la nostra necessità di trascendersi e interrogarsi sul proprio mondo e sulla verità
Verità e Finzione: un binomio consueto per il teatro
Non Pronunciandosi sulla verità, ma rimescolando le carte e i fatti si costruisce una storia che pesca nel reale e nella nostra sensibilità per trovare il senso della narrazione
Oggi il teatro pare essere l’unico luogo dove è possibile condividere un’esperienza di emozione e pensiero forse più intebsa del reale, perché ne concentra il senso. Cerchiamo quindi con lo spettacolo di percorrere la storia travagliata del personaggio Cagliostro frugandone i segreti -; non quelli dei suoi trucch spesso ingenui, ma quelli della sua forza trasgressiva e provocatrice, della sua esistenza scandalosa e magnetica, del suo gioco grottesco, tragico e gioioso e del suo scontro con il mondo delle regole, dei ruoli e del potere che lo ha alla fine superato e travolto.
Un modo per cercare una verità dentro un mucchio di menzogne e finzioni e per smascherare molte falsità della verità

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